Quattro cianchi in padella! Storie di acrobazie in cucina, ricette low budget, e riciclo degli avanzi
di Chiara Chiaramonte il 28 maggio 2009 alle 0:01:25
Con questo post vi presento la mia nuova rubrica, ma prima devo una spiegazione ai non palermitani che probabilmente non comprenderanno il significato della parola cianchi.
Il cianco è in italiano il fianco. E a Palermo, “farsi i cianchi” si può tradurre in “ridere così tanto fino a piegarsi in due e ti fanno male i fianchi”.
È di uso comune tra i palermitani usare questo modo di dire, per esempio per invitare gli amici a fare qualcosa di divertente: “amunì dai vieni, ci facciamo quattro cianchi!”.
Ho scelto questo nome per la rubrica di bloggalo! per raccontarvi come cucinare con creatività e anche risparmiando, sia divertente, e di come, tra un uovo che si scricchia per sbaglio sulla tappina, e uno spaghetto che rimane attaccato al fondo della pentola per sempre, la nostra creatività possa venir fuori, in miscugli e sapori improbabili e inaspettati… insospettabili!
E premesso che io non peso mai (o quasi) gli ingredienti ma vado proprio ad occhio, e a naso (un po’ come Remi, il topino del film Disney, Ratatouille), vi invito a seguire le vicende gustose e i fatti che quotidianamente animano la mia cucina.
Buona lettura e buon appetito!
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goku sei un grande come sempre…
ma ti sei ripreso?
Mi faccio le panelle.
Dice, ma me le compro leste e pronte e me le friggo a casa, ma vuoi mettere preparartele con le tue mani e friggerle nel tuo olio ? Non c’è paragone. Iniziamo. Farina di ceci , 500 grammi , abbondanti per quattro-sei persone. Acqua 300 cl per 100 gr. di farina, quindi 1 litro e mezzo.
Prima di iniziare la preparazione, liberate il tavolo della cucina e ponete i piatti da pizza, quelli larghi e bassi che sicuramente avrete da qualche parte. Mettetene sei, se non li avete mettete piatti piani. Nella pignata della pasta, mettete pian pianino la farina ad acqua fredda, facendo attenzione che non faccia grumi e cominciate a girare con un cucchiaione di legno o una frusta.
Appena il composto è omogeneo accendete un fuoco basso e cominciate a girare facendo attenzione che non si attacchi. Ora è meglio usare il cucchiaio di legno, il più grande che c’è in casa. Almeno15/20 minuti dopo il composto comincia ad addensare, voi continuate a girare sempre, non preoccupatevi se un po’ aggruma, è fisiologico, voi girate sempre. Mettete un pizzico di sale ogni 100 gr, più due, quindi sette pizzichi. La mano comincerà a farvi male e il composto è quasi pronto. Un cucchiaio di extravergine e , se piace, uno schizzo di prezzemolo, fatto fine fine fine…
Adesso è il momento più importante. L’impasto deve essere compatto, omogeneo, fumante. N’ cuddrusu, cioè in colloso. Avete pochissimo tempo per prendere il cacchione di legno e spandere il composto sul primo piatto, che sia sottile man non troppo, l’importante è che sia steso uniformante.
Secondo, terzo, quarto piatto, e avrete capito il meccanismo. Per definire l’ omogeneità, lasciate cucchiai e pentola, bagnatevi le mani e pareggiate pressando con delicatezza sul composto, con molta attenzione, se incolla, lasciate stare com’è. Tutto quello che è scritto, che sembra complicatissimo, alle seconda volta che le fate, sarà facilissimo. Appena si fredda il tutto, almeno mezz’ora, tre quarti dora, prendete un bicchiere da tavola capovolto e pressate sul composto, uscirà una perfetta panella rotonda da panellaro provetto. Ancora dieci minuti e potete cominciare a friggere. Olio abbondante, neanche a dirlo, carta scottex pronta ad assorbire l’olio in eccesso, quando le scendete. Fatele ben dorare, non abbruciare !, e se gonfiano vuol dire che avete fatto un ottimo lavoro. Se non gonfiano sono buone uguali. Ovviamente servire calde, quelle annivate al vicino di casa odioso….
Bravo Giovanni…io per farle tonde verso il composto in una latta di olio cilindrica, tipo olio cuore, così anche l’oprazzione affettaggio mi bviene più facile. L’unico inconveniente è che devo aspettare mezza giornata prima di friggerle…il tempo che raffreddano!
Mmm…stai addisiannu…ora vado a vedere…mi pare l’ultimo mezzo chilo di farina ce l’ho ancora!!!
Si, si possono fare anche triangolari c è meno scarto , anzi zero scarto.
Parti dal centro del piatto e fai tanti spicchi,,,e poi le friggi.
Comunque per chi vive fuori Palermo, sappia che in G.D.O. Auchan, Carrefour, Ipercoop la farina di ceci si trova e a prezzo modesto.
Comunque, a proposito di spinno, tra un paio di giorni vi posto il panino con la milza, u pani ca mielusa, da preparare rigorosamente a casa.
Anche in versione light. Provare per credere…..
E, udite udite, vi darò la ricetta per la quarume….
Fatte le panelle. Il pane non è come quello di Palermo ma tutto buono. Sono finite in 5 minuti tra parenti nonni e zie.
Prossimo business faccio la panellara in Ucraina (con lo sputo!)..
Magari le puoi personalizzare con uno o due cucchiani di wodka…..perchè no ?
Già, è una buon idea! Ci provo e vediamo quante ne vendo (ovviamente la farina di ceci proviene dall’Italia qui non si trova)
ORA MANGIO IO!