Addio alla Freccia del Sud, il “treno degli emigranti”
di Vittorio Lascala il 26 novembre 2009 alle 1:03:03
Col cambio d’orario del 13 Dicembre 2009 scomparirà dai binari della rete nazionale uno dei treni simbolo della storia di tutto il meridione, l’Espresso “Freccia del Sud” Milano Centrale / Roma Termini – Agrigento Centrale, con la sezione per Palermo Centrale durata fino all’immissione in servizio del “Conca d’Oro” Milano Centrale – Palermo.
Un treno istituito nei primi anni ‘50 a fronte del boom delle migrazioni interne dovute alla povertà dominante in terra sicula e calabra, un treno che per molti ha rappresentato un vero e proprio viaggio di speranza. Infatti è difficile quantificare il numero di famiglie dell’oriente siculo salite al nord a bordo di questo treno, rimasto nella memoria di molti. Il “treno dei migranti”, si potrebbe definire così. Il modo più conveniente e più veloce (e attenzione, negli anni ‘60 impiegava molto tempo in meno rispetto ad oggi!) per arrivare a Roma o Milano. Fu cosi anche per i reggini, che videro istituita anche la piccola sezione da Reggio Calabria Centrale, la quale si univa a quella siracusana a Villa San Giovanni, subito dopo lo sbarco. Un’ importanza sociale del treno che viene rappresentata nel film “Italiani” di Mauro Ponzi, con il viaggio di una famigliola palermitana verso Milano “stipata” in una carrozza di seconda classe e il raffronto con l’industriale lombardo, comodo in carrozza letto.
Con l’avvento del trasporto aereo viaggiare dalla Sicilia per l’alto continente via treno è diventato sempre più sconveniente. Di fatti la stessa Freccia del Sud, dall’attivazione della linea AV Milano – Bologna che ne ha causato la deviazione sulla linea “lenta”, copre i 1600 km circa in 23 ore e 12 minuti, che con gli immancabili ritardi a volte portano a una percorrenza pari o addirittura superiore a un giorno intero. Il servizio, tra l’altro, è diventato molto scomodo in quanto tutto con posti a sedere affiancati da una sola cuccetta. La scelta di Trenitalia purtroppo è apparsa più che giustificata da tali cifre, e in un tempo in cui l’azienda di Piazza della Croce Rossa sopprime anche i treni in utile, non era difficile aspettarselo.
A destino ormai segnato per gli Espressi 823 e 824, i collegamenti ferroviari Sicilia – Continente iniziano a traballare. Si parla dell’acquisizione del servizio di traghettamento Messina – Villa San Giovanni, attualmente gestito da Bluvia, da parte di un’azienda tedesca che, purtroppo, ha escluso dai suoi piani il traghettamento di materiale ferroviario da una sponda all’altra, cosa che metterebbe la parola fine ai treni InterCity per Roma e Milano, oltre agli espressi notturni per Venezia e Torino Porta Nuova. Non si hanno neanche certezze sul trasporto regionale, anche se i recenti invii di materiale dai depositi di Paola e Reggio Calabria (a discapito, per l’ennesima volta, di Calabria e Basilicata) e gli investimenti nei treni elettrici di ultima generazione (i “Minuetti”) fanno ben sperare.
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