Lettera aperta a Babbo Natale. Di Sandro Dieli

di Bologna bloggalo! il 18 dicembre 2009 alle 15:00:19

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Caro Babbo Natale, quando ero bambino credevo che esistessi, poi è arrivato un lungo periodo in cui ti ho eliminato dalle mie frequentazioni, mentre adesso, da poco, ho ripreso a pensarti come ad un amico. Devo ammettere che da parte tua non c’è stato un attimo di risentimento. Ogni anno, puntuale sei apparso nella mia vita assieme a tutto il tran tran che ti accompagnava, dimostrando che il mio atteggiamento scostante non metteva mai in discussione i tuoi sentimenti nei miei confronti. Sei veramente un amico. Spero perciò di poterti chiederti un favore che è anche una richiesta di aiuto. Si tratta di questo. Ogni anno sei arrivato alla fatidica data del Natale accompagnato da strombazzamenti fastidiosissimi come se la tua presenza dovesse per forza abbinarsi a quella congrega di amici strampalati, Lucignoli dalle orecchie d’asino, che ti circondano come una corte di miracoli. Questi tuoi compagni facevano un tale casino da costringermi a tenere le distanze da te e addirittura a farti apparire un po’ antipatico. Ti chiedo scusa, ma spero che possa apprezzare la sincerità. Perché non ti sei ribellato? Perché ti sei lasciato sottomettere ad un teatrino così ridicolo nel quale, ne sono certo conoscendoti da tanti anni, tu non puoi sentirti a tuo agio. Tu sei diverso, sai parlare con la voce pacata di chi pensa. Mi dicono che quest’anno tutto sarà più sobrio a causa della crisi economica e non ti nego che la cosa mi piace assai. Ci sarà meno chiasso, dicono, forse meno Lucignoli cercheranno di portarti in quel Paese dei Balocchi virtuale e senz’anima che scompare alla fine delle feste. Ti prego, Babbo Natale, fa’ un ultimo sforzo. Sbarazzati di questo teatrino e vieni a trovarmi da solo, senza corte, senza banda stonata. Fa’ che il nostro incontro si trasformi in un affettuoso colloquio fra due vecchi amici che sanno di avere un cuore e mille storie da raccontare. Ci prenderemo un bicchiere di vino, schiacceremo due noci e al calore del camino ti chiederò il regalo che so potrai darmi. Vuoi sapere di che si tratta? Non ti preoccupare, non devi preparare nulla nella tua fabbrica dei doni lassù in Lapponia. Il regalo è già qui. Caro Babbo Natale il dono che ti chiedo è quello di farmi ritrovare me stesso, perché io possa finalmente amare senza impedimenti e col cuore aperto. Mi guarderai negli occhi e saprai farmi questo regalo, ne sono certo. A quel punto non ti disturberò più e ti darò l’arrivederci a l’anno prossimo. Dove indirizzare l’amore ritrovato sarà un mio felice impegno. Una idea ce l’ho già. Grazie Sandro Dieli

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